20 Ott

Stile

15 Risposte to “”

  1. Francesco Conte 21 ottobre 2013 a 00:02 #

    Rispetto alla scrittura scarna ed essenziale di “Vuoi star zitta, per favore?”, nel racconto si riconosce un parziale ammorbidimento ed un cambio di tono, forse per l’editing meno violento o per il raggiungimento dell’agognata tranquillità economica di Carver. L’abbandono di una cupa tristezza con l’uso di tinte più tenui dona ai protagonisti la speranza di un’elevazione. La scrittura è scorrevole – termini comuni, periodi brevi – per agevolare l’immersione nella lettura.

  2. Alessia Ciuffreda 21 ottobre 2013 a 07:21 #

    Asciutto, teso e nervoso. Prevalenza paratattica, linguaggio vicino al parlato, a tratti colloquiale ma senza eccessi.
    Alessia Ciuffreda

  3. Monica 21 ottobre 2013 a 07:21 #

    Monica Pezzella (I termini “essenziale”, “asciutto” e “realistica” erano cerchiati. Dal momento che c’era scritto ok ho pensato che andassero bene, se non è così li cambio)

    Lo stile è essenziale, asciutto, asservito a una resa dei fatti estremamente realistica, con periodi brevi e intensi che amplificano il carattere minimalista e cinico della prosa. Il tono colloquiale tipico del discorso diretto è esteso alla narrazione in prima persona.

  4. Daniela 21 ottobre 2013 a 07:26 #

    Il linguaggio è semplice, colorato da incursioni nel parlato. Le frasi sono brevi, lineari, essenziali. L’ambientazione è realistica, ancorata al quotidiano. La narrazione ruota intorno ai personaggi, caratterizzati con dovizia di particolari soprattutto a livello caratteriale/comportamentale.
    (Daniela Pezzella)

  5. Simone Schezzini 21 ottobre 2013 a 08:15 #

    Stile essenziale. Utilizzo di un lessico semplice, non artefatto. C’è un grande ricorso alla forma dialogica e alle frasi brevi, con pochissime subordinate. Stile semplice, proprio come la vita che descrive l’autore

  6. Cecilia Cruccolini 21 ottobre 2013 a 09:34 #

    Scritto in prima persona; stile rapido, denso di colloquialismi, confidenziale (cfr Salinger).
    Paratassi, essenzialità e chiarezza del lessico (cfr Hemingway).
    Personaggi cinici, insicuri; scarsa capacità decisionale e precaria forza di volontà; meschinità (cfr D.F. Wallace, Munro).

  7. Veronica De Carolis 21 ottobre 2013 a 12:49 #

    Sullo sfondo uno stile essenziale, il racconto è articolato con frasi brevi che scandiscono molto bene il tempo del racconto. È resa molto bene l’introspezione dei personaggi, principalmente quella del personaggio che, in prima persona, racconta quello che succede.

  8. Federico Cenci 21 ottobre 2013 a 20:35 #

    Racconto in prima persona. Asciutto, essenziale. Frasi concise e dialoghi vivi e curati. L’autore non si sofferma in descrizioni che affievoliscono il ritmo, per quanto si lasci spesso trasportare da divagazioni solo apparentemente inessenziali.

  9. Annalisa M. 21 ottobre 2013 a 21:58 #

    Stile semplice, veloce, essenziale.
    Ho aggiunto innovativo, perché non accompagna il lettore verso il finale, ma lo spinge a concentrarsi sui gesti, sulle parole e sulle azioni dei personaggi (uniche chiavi interpretative di un finale apparentemente privo di significato).

  10. Elga Casciano 22 ottobre 2013 a 12:48 #

    Lo stile è rapido, asciutto e cadenzato. Il linguaggio colloquiale dà l’impressione che la narrazione sia rivolta a un destinatario reale.
    In tre momenti si ha la ripetizione ossessiva di una parola – all’inizio («moglie»), a metà racconto («pronto») e nell’ultima parte («cattedrale») – che genera una vaga sensazione di ritmo ipnotico.

  11. Giulia Romanin 22 ottobre 2013 a 14:20 #

    Trama lineare, fatta eccezione per la parte iniziale, in cui la narrazione al presente si alterna a riferimenti al passato. Il momento di rivelazione si trova alla fine, ma è raggiunto gradualmente, con la guida del narratore-protagonista – alla prima persona – che accompagna il lettore per tutta la durata del racconto.

  12. Giulia Romanin 22 ottobre 2013 a 14:23 #

    Semplice, asciutto, secco. Vengono utilizzate parole che sono funzionali al racconto, i dialoghi sono intervallati da brevi descrizioni. Lo stile di R. Carver da alcuni critici e giornalisti è stato definito minimalista – definizione da analizzare e discutere –.

  13. Serena Digrandi 23 ottobre 2013 a 09:14 #

    Il linguaggio di Carver è molto vicino alla quotidianità: diretto, crudo, asciutto. Le frasi sono brevi e lasciano intravedere un lavoro di limatura, di taglio, di pulizia e ricerca d’immediatezza ed essenzialità.

  14. Marco Bolsi 23 ottobre 2013 a 10:11 #

    Per usare un termine cinematografico, lo stile di Carver si avvicina al realismo poetico perché, partendo da una situazione quotidiana, l’autore riesce a comunicare la forza espressiva di un’esperienza soggettiva (narrazione in prima persona e punto di vista del marito).

  15. Bianca Majolino 24 ottobre 2013 a 11:31 #

    Semplice, senza ricercatezze linguistiche. Descrittivo.
    Bianca Majolino

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