Quindici modi per perdere la testa

14 Dic

Che Theodore Street fosse morto era fuori discussione. L’ironia di quella morte accidentale passò inosservata perché nessuno sapeva che Theodore stesse andando a suicidarsi quando venne, diciamo così, interrotto. Oggi questo paradosso si perde in mezzo a tutta la confusione dovuta alla morte, alla dipartita, al decesso, al dissolvimento di Ted e soprattutto al fatto che Ted decise di raccontare la sua storia in terza persona, stratagemma insolito (a parte qualche caso tra i politici e gli atleti) ma comprensibile, visto e considerato che, in un senso più profondo, lui si trovava – o si trova – fuori di sé, non tanto sul parapetto della coscienza ma su quello della vita stessa, essendo questo forse il caso in cui la prima non implica per forza la seconda. Insomma, poco importa dove si trovava o dove si trova Ted ora, in quel momento Ted stava andando al mare e aveva tutta l’intenzione di incamminarsi nell’oceano fino a immergersi completamente e bere tant’acqua da riempirsi i polmoni, la qual cosa – stando alle sue limitate conoscenze di fisiologia umana – avrebbe portato alla cessazione della vita, salvo interferenze da parte di qualche bagnino o boy scout o girl scout, anche se le girl scout non gli erano mai sembrate particolarmente zelanti o impiccione. Ted stava guidando a velocità sostenuta lungo Ocean Boulevard quando un grassone aveva invaso la carreggiata per rincorrere il suo barboncino dalle unghie laccate finito proprio davanti a un camion della Ups, costringendo l’autista di quel bestione marrone a sterzare e invadere la corsia nell’altro senso di marcia, il cui traffico in arrivo coincideva in questo caso con Ted Street a bordo della sua Lancia coupé del 1978. Il camion e la Lancia si scontrarono violentemente e, sebbene l’auto si sia arrestata quasi di botto, lo stesso non poté dirsi di Ted, che proseguì nella stessa direzione di marcia attraverso ciò che rimaneva del parabrezza. Incredibilmente la faccia di Ted non riportò nemmeno un graffio e il corpo non accusò nessuna frattura a costole, clavicole, braccia o gambe, tuttavia la sua testa venne tranciata dal resto del corpo. (2128)

Percival Everett, da Deserto americano, Nutrimenti

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