Il serpente di Vallecupa

8 Gen

Quando venivano munte le vacche, il latte che colava fuori fuggiva in piccoli rigagnoli biancastri che, seguendo lo stesso percorso dello scolo, slittavano verso lo scarico sotto la tanica.
Il serpente si era nutrito di latte bevendo i caldi, abbondanti residui che sdrucciolavano direttamente nel suo nido. Quando il nonno rovesciò il recipiente per metterci dentro il concime nuovo, il rettile – grasso, lungo due metri – drizzò la testa cacciando un fischio dell’inferno: la coda, pesante, sferzò il suolo con la possenza di una ramazza. Il nonno restò immobile – il serpente restò immobile. Il nonno allungò un braccio verso gli attrezzi per prepararsi all’attacco. Il nonno fece una mossa fulminea e con un sol colpo di vanga sfasciò la bestia in due parti: il suo tronco divelto emise un flutto di latte insanguinato pieno come un’onda, che lo investì sulla testa facendogli volare il cappello. (899 bcs)

Alcìde Pierantozzi, da Uno indiviso, Hacca

2 Risposte to “Il serpente di Vallecupa”

  1. anonimo 12 gennaio 2009 a 20:15 #

    A: renderlo più minimale, scarnificato: stesso ordine, senso, tono e stile, ma in massimo 550 bcs

    Rigagnoli di latte, sfuggiti alla mungitura, slittavano verso lo scarico sotto la tanica.
    Il serpente si era nutrito di quegli avanzi che sdrucciolavano sino al suo nido. Quando il nonno rovesciò il recipiente, l’ingordo e grosso rettile drizzò la testa cacciando un fischio dell’inferno. Il nonno restò immobile, allungò un braccio verso gli attrezzi pronto all’attacco, fece una mossa fulminea e con un sol colpo di vanga sfasciò la bestia in due parti: il suo tronco divelto emise un flutto di latte insanguinato, che lo investì come un’onda.

    544 battute

    B: telefonata con la nonna. Lunghezza libera (oggetto del concorso)

    Drinn…
    “Pronto? Ciao nonna… ti stai divertendo in città? No, non preoccuparti io sto bene, tu stai bene? Anche il nonno sta bene, tu stai bene? E… nonna ci sono, non sono silenzioso, come sta Nello…? Nonna, Nello sta bene adesso. Sì gli davamo da mangiare: hai presente, quando vengono munte le vacche, il latte che cola fuori? Creava dei rigagnoli biancastri che, seguendo lo scolo, slittavano verso lo scarico sotto la tanica, proprio dove sta la tana di Nello. Nello se ne stava in panciolle a bocca aperta, tutto il giorno, e non faceva altro che attendere la colazione a domicilio. Se la spassava il principino, si nutriva bevendo latte appena munto, Nello era viziato ammettilo nonna! Eh? Nonna che c’è? Perché parlo al passato…? Eh… beh… Quando il nonno ha rovesciato il recipiente per metterci dentro il concime nuovo, Nello, lardoso e lungo due metri com’era ha drizzato la testa spocchioso, ha cacciato un fischio prepotente che pareva venire dall’inferno tanto era spaventoso e ha sferzato con rabbia la sua possente coda al suolo come fosse una ramazza, in segno di protesta. Il nonno è rimasto immobile terrorizzato poverino, Nello pure immobile, ma arrogante e con aria di sfida, tanto che il nonno ha allungato un braccio verso gli attrezzi per prepararsi ad un suo attacco, poi con una mossa fulminea, nonno, gli ha inferto un colpo di vanga. No, non un colpetto nonna, una sprangata dritta in testa, precisa precisa tanto che Nello si è sfasciato in due parti nette e dal suo tronco divelto è schizzato fuori un flutto di latte insanguinato pieno come un’onda, che ha investito il nonnino sulla testa facendogli volare il suo caro cappello; ricordi? Quello che gli avevi regalato tu. Nonna? Ci sei ancora? È svenuta!

    1732 battute

    C: riscriverlo senza usare la lettera o

    Il latte sfuggiva dalle mammelle spremute delle vacche e creava ruscelletti biancastri diretti a fluire dritti nel canale rasente la tanica.
    Il serpente si nutriva degli ingenti residui di latte giunti direttamente nella sua tana. Una sera il padre di mia madre prese il recipiente per sistemarci nella parte interna il fertilizzante, il rettile – pingue e di ben due metri – erse la testa ed emise un segnale agghiacciante: la sua estremità, pesante, sembrava avesse la carica di una ramazza sferzata a terra. Il parente rimase inerte – il serpente rimase inerte. Il padre di mia madre, prudente, si diresse nelle vicinanze degli attrezzi per prepararsi alla battaglia, prese un’iniziativa fulminea e batté di vanga la bestia, e vide diramarsi il serpente in due parti e da una delle parti divelte scaturì una gettata di latte scarlatta, che investì il rivale sulla testa e fece cadere giù la sua paglietta.

    907 battute

    D: a raccontare l’episodio è un igienista convinto e malato. Massimo 2500 bcs

    Nello spremere i turgidi capezzoli delle vacche, la secrezione biancastra che colava fuori fuggiva in viscidi rigagnoli che, seguendo lo stesso percorso dello scolo, trasudavano verso lo scarico sotto la tanica.
    Il serpente si era nutrito bevendo quel latte infetto e malsano che sdrucciolava direttamente nel suo ricovero. Quando il nonno rovesciò il recipiente insudiciato, per metterci dentro il letame, la serpe – adiposa, lunga due metri – drizzò il cranio cacciando un fischio dell’inferno: la sozza coda, pesante, sferzò il suolo imbrattato con la possenza di una ramazza. Il nonno restò immobile – il rettile restò immobile. Il nonno allungò un braccio lercio verso gli attrezzi per prepararsi all’attacco. Il nonno fece una mossa fulminea e con un sol colpo di vanga sfasciò la bestia in due: il suo tronco divelto emise uno zampillo viscoso di secrezione lattescente mista a sangue infetto e piena come un’onda, che lo travolse appestandolo e facendogli volare il cappello.

    982 battute

    E: telegramma. Massimo 30 parole (esclusi gli “STOP”)

    Il serpente si nutriva di latte STOP nonno rovesciò la tanica sopra il suo nido STOP il rettile sferzò il suolo con la coda STOP nonno divelse la bestia STOP latte insanguinato investì nonno STOP

    30 parole

    F: raccontato da un borgataro spaccone. Utilizzare un dialetto a scelta. Massimo 1500 bcs

    Il nonno spaccone al bar:

    Hi l’altru dia stavo mungendo le vacche, e su latti che ne usciva fuori si lo furai tutto su tzerpenti.
    Pittica sa fregatura: e non ne ho rovesciato sa tanica de litàmini e me l’ho trovato di fronte su tzerpenti che se la beveva alla grassa?
    Mì enorme era! Grosso e lungo almeno tre metri! Ha drizzato su capu e ne ha cacciato unu frúsciu acùtu che pure mamma da sotto terra ne ha svegliato!
    Ma poca vita ha avuto.
    E mica mi sono fatto spaventare. L’ho guardato peggio io. Tutti e due immobili siamo rimasti, poi ne ho allungato li bratzu verso i miei attrezzi e mi sono preparato a su scòntriu.
    “O io o tu!” Con una zampàda che mi sono sembrato flash e con un solo colpo, perché io non sbaglio, gliene ho spaccato su capu in due che gliene ho fatto sputare fuori tutto su latti che me ne aveva rubato, e tanto era che me ne ha fatto volare su cappéllu a due metri di distanza.
    Troppo togo sono.

    916 battute

    G: curiosità o spigolatura della Settimana Enigmistica. Lunghezza opportuna

    Forse non tutti sanno che… quando vengono munte le vacche una modesta quantità di latte cola defluendo in piccoli rigagnoli biancastri che seguono lo stesso percorso dello scolo slittando verso lo scarico sotto la tanica.
    Il serpente, usuale abitante del nido sottostante la tanica, si nutre del residuo di latte caldo consegnatogli a domicilio. Il nonno, dimorante della fattoria, rovescia abitualmente il recipiente per il cambio di concime. Il rettile di 10 chili di peso e 2 metri di lunghezza emette un sibilo acusticamente sgradevole; la coda, pesante 1/3 del rettile, sferzandosi contro il suolo ha la possenza di una ramazza. Il nonno e il serpente si studiano attentamente. L’uomo allungando un braccio verso gli attrezzi si prepara all’attacco; con una mossa da macellaio e con un solo colpo con la vanga, divide nettamente la bestia in due parti, il suo tronco divelto, come di consueto, emette un flutto consistente di latte misto a sangue simile ad un’onda, che naturalmente investe la testa del nonno facendogli volare il cappello a 50 centimetri di distanza.

    1072 spazi inclusi

    H: verbale di polizia (ammettendo che il serpente era una specie protetta e che l’uomo sia stato incriminato). Lunghezza libera

    Il signor Nonno, proprietario di vacche da mungitura, fa colare volontariamente latte mungendo le bestie. Questo latte crea piccoli rigagnoli biancastri che slittano verso lo scarico sotto la tanica seguendo lo scolo.
    Il serpente si nutre abitualmente di questi avanzi di latte che sdrucciolavano direttamente nel suo nido. Quando il signor Nonno rovescia il recipiente per metterci dentro il concime nuovo, il rettile – corpulento e di una lunghezza di ben due metri – drizza la testa spaventato e caccia un fischio esplicativo: la coda, pesante, sferza il suolo con la possenza di una ramazza in segno di protesta. Il signor Nonno offeso resta immobile – il serpente perplesso resta immobile. Il nonno allungato un braccio verso gli attrezzi si prepara all’attacco. Con una mossa fulminea e un sol colpo di vanga sfascia il rettile in due parti: il suo povero tronco divelto emette un flutto di latte insanguinato pieno come un’onda, che investe l’assassino sulla testa facendogli volare il cappello.

    1001 battute

    I: logorroico. Lunghezza libera

    Quando ancora le vacche venivano munte a mano e senza servirsi dei macchinari moderni che vengono utilizzati al giorno d’oggi per la mungitura, il latte che colava fuori fuggiva in piccoli rigagnoli biancastri che, seguendo lo stesso percorso dello scolo a cielo aperto, tipico delle fattorie di un tempo, quando gli scarichi non erano coperti da tubature, slittavano sin sotto la tanica che vi era posizionata proprio sopra.
    Il vecchio serpente si era nutrito di latte per anni, bevendo i caldi, abbondanti residui che sdrucciolavano direttamente nel suo bel nido. Un giorno il nonno, possidente della fattoria, delle vacche e di tutti gli animali e, suo malgrado anche del serpente, rovesciò il recipiente ormai vuoto per metterci dentro il fertilizzante nuovo che sarebbe stato poi utilizzato per concimare le sue terre, il rettile – veramente grasso, grazie a tutto il latte bevuto in quegli anni e molto lungo, addirittura da raggiungere i due metri di lunghezza – drizzò la testa cacciando un fischio così forte e sgradevole che pareva venire direttamente dall’inferno: la pesantissima coda sferzò il suolo con la possenza di una ramazza. Il nonno, basito restò immobile per valutare il comportamento del rettile di fronte a lui – al contempo il…

  2. anonimo 12 gennaio 2009 a 20:17 #

    serpente restò immobile osservando anch’egli chi gli stava davanti. Il nonno, a quel punto, allungò il suo braccio verso gli attrezzi della fattoria per prepararsi a infliggere al serpente il suo attacco. Il nonno fece una mossa che sembrò un fulmine tanto era veloce, e con un colpo solo, ma ben dato, sfasciò la bestia in due parti nette. Il tronco divelto del serpente emise un flutto di latte insanguinato pieno come fosse un onda marina; e fu così che il cavallone creato dal sangue fuoriuscito, come uno spruzzo, dal rettile, investì sulla testa il nonno facendogli volare via il suo cappello.

    1850 battute

    L: fanfola alla Fosco Maraini (documentarsi). Lunghezza libera

    Quando scucchiavano le vacche, il latte che colava fuori guisciava in piccoli rigagnoli biancastri che, seguendo lo stesso percorso dello scolo, sfrettava verso lo scarico sotto la tanica.
    Il serpente si era nutrito di latte ingurgugliando i caldi, abbondanti residui che sfrettavano direttamente nel suo nido. Quando il nonno vortò il recipiente per metterci dentro il concime nuovo, il rettile – grasso, lungo due metri – strazzò la testa cacciando un infernialato: la coda, pesante, sparzò il suolo con la possenza di una ramazza. Il nonno restò immobile – il serpente restò immobile. Il nonno slungò un braccio verso gli attrezzi per stantare all’attacco. Il nonno fece una mossa flashante e con un sol colpo di vanga scracchiò la bestia in due parti: il suo tronco divelto emise un flombante di latte insanguinato, che lo svertì sulla testa facendogli svilare il cappello.

    876 battute

    N: annuncio di Chi l’ha visto. Lunghezza libera

    Ultimi aggiornamenti, abbiamo appena avuto notizie certe sul serpente scomparso la settimana scorsa; ricordiamo che era lungo due metri ed era piuttosto in carne al momento della sparizione. Una settimana fa avevamo dato l’annuncio: gli ultimi avvistamenti erano stati in prossimità di una tanica sotto la quale sembrava che il serpente avesse fatto la tana; avevamo avuto notizie di un rigagnolo di latte venutosi a creare durante la mungitura delle vacche, che seguendo lo stesso percorso dello scolo slittava verso lo scarico sin sotto la tana, nutrendo il serpente, il quale beveva questi abbondanti residui grazie ai quali si teneva in vita. Purtroppo, ieri, il nonno rovesciando il recipiente per metterci dentro il concime nuovo, ha infastidito il rettile, che ha drizzato la testa cacciando un fischio infernale e, con la pesante coda ha sferzato il suolo con la possenza di una ramazza. L’uomo è rimasto immobile così come il serpente, poi il nonno ha allungato un braccio verso gli attrezzi per prepararsi all’attacco. Attendiamo notizie, ricordiamo che i familiari sono in ansia, soprattutto la nonna che ha già chiamato il nipote, chiunque abbia avvistato il serpente è pregato di chiamare il numero in sovraimpressione.
    Rieccoci in studio, apprendiamo da una telefonata anonima che il nonno con una mossa fulminea e con un solo colpo di vanga ha sfasciato il serpente in due parti, il suo corpo divelto ha emesso un fluttuo di latte insanguinato che ha investito l’uomo facendogli volare il cappello; Attendiamo con ansia notizie del cappello. Siete pregati di chiamare, l’uomo ci tiene parecchio, era in paglia e gliel’aveva regalato sua moglie.

    1658 battute

    O: piena di doppi sensi, massimo 1000 bcs

    Quando venivano munte le mammelle di quelle vacche, il latte colava fuori: piccoli rigagnoli biancastri seguivano il percorso dello scolo e slittavano verso lo scarico.
    Il serpente si era nutrito di latte. Abbondanti residui sdrucciolavano direttamente nel suo nido. Quando il nonno scoperchiò il recipiente, il suo rettile – grasso, lungo due metri – drizzò la testa cacciando un fischio dell’inferno. La coda, pesante, sferzò il suolo con la possenza di una ramazza, il nonno restò immobile guardando il serpente. Il serpente restò immobile guardando il nonno. Il nonno allungò un braccio verso l’attrezzo per prepararsi, fece una mossa fulminea e con un sol colpo, come avesse una vanga, lo sfasciò in due parti: il suo tronco emise un flutto di latte pieno come un’onda, che lo investì sulla testa facendogli volare il cappello.

    831 battute

    V.Scanu

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