22 Gen

F) Cartone animato. Specificate che cartone animato avete scelto. Massimo 10000 bsi;

Una Risposta to “”

  1. fmnassisi 22 gennaio 2008 a 18:34 #

    Esercizio di stile ispirato al cartone animato Lady Oscar:
    Oscar si svegliò squassata dalla tosse, piccole macchie di sangue spiccavano sul pizzo della camicia bianca. Si mise a sedere nel grande letto a baldacchino, una mano a coprirsi la bocca per soffocare il rumore dei colpi di tosse, l’altra a stringere un lembo di lenzuolo. A nulla valevano le tisane che la balia le preparava ogni sera prima di andare a dormire, la tisi stava avendo il sopravvento. Così, come sempre accadeva da mesi, Oscar si vestiva in fretta e scendeva silenziosa la grande scalinata di marmo che portava al pianterreno, attraversava l’immenso salone dove campeggiava un ritratto della madre morta e usciva nella notte. Il giardino della villa era colmo di odori mentre lei si dirigeva verso la stalla. Ormai, solo quello riusciva a calmarla: cavalcare a briglie sciolte, lasciando che il vento le accarezzasse il petto dolente. Aprì la porta e Andrè era lì, che già le preparava il cavallo. Lo guardò, lui sorrise.
    «Che ci fai qui, Andrè?»
    «Ti aspettavo. È il momento della corsa notturna, no?»
    «No, Andrè», disse lei allontanandolo dal cavallo e montando in sella «non è necessario che tu venga con me. Preferisco uscire da sola».
    Non gli diede il tempo di replicare e spronò con forza l’animale, lanciandolo al galoppo e lasciando Andrè sulla soglia della stalla, ammutolito.
    Da quando aveva iniziato a cavalcare di notte, lui era stato al suo fianco, come sempre, come in ogni cosa, come quando, fino a qualche tempo prima, ancora faceva il bagno in un’ansa nascosta della Senna, protetta dagli alberi alti. Era una sorta di riparo dal mondo cui Oscar anelava dopo una giornata intera passata a Versailles, tra i capricci della regina e i problemi veri della Francia al collasso. Non aspettava nemmeno di tornare a casa, si fermava qui, si liberava dall’uniforme e si immergeva nel fiume, la camicia candida appiccicata addosso e i capelli biondi scuri d’acqua. Andrè, ombra discreta, la aspettava seduto sulla sponda. Poi, a guastare quella quiete, era arrivato un gruppo di servette ventenni, probabilmente a servizio del barone di Saint-Jacques, che se ne stavano a crogiolarsi in acqua ridendo e lanciando gridolini, finché gli occhi non diventavano rossi e la pelle non si intirizziva dal freddo. A quel punto, uscivano dall’acqua, si rivestivano al riparo della vegetazione e scappavano via. Non avevano mai rivolto loro la parola, forse erano troppo timide, o semplicemente maleducate. Oscar non aveva potuto scoprirlo, perché era arrivata la tisi, anche a causa di quei bagni gelati, chissà. In ogni caso, le era rimasto solo questo, cavalcare. Cambiava la sella due volte l’anno, il suo sellaio ormai conosceva alla perfezione come le piaceva cavalcare, e ogni volta si superava in maestria nel realizzare quei gioielli di cuoio e metallo.
    Mentre pensava tutto questo, il dolore al petto rallentava e la galoppata si faceva più veloce. Si voltò per un attimo: Andrè era stato inghiottito dal buio.
    Così voleva che fosse, aveva ormai la certezza di voler continuare la sua vita come in questa notte di corsa verso il niente, da sola.

    3060 bsi

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