28 Dic

Ragazze per bene

Davanti a tuo padre caracollavi. Niente più disegni, parole, concetti e riflessioni. Di fronte a tuo padre le tue certezze barcollavano, non c’erano più Leopardi, Kafka, Conrad, non eri più il tema migliore, la migliore risposta. Non eri più niente, né la migliore, né niente. Eri una bestiolina intimidita, diventavi succube, subalterna. Misuravi le parole, ti mostravi servizievole. Vederti così sprigionava in me una voglia di rivalsa, oppure, siccome eri tu ad avere paura, io stavolta ero esonerata. Io non ne avevo affatto.
E così iniziavo a raccontare, a distrarre insidiosamente tuo padre dal telegiornale, a costringerlo a rispondere alle mie domande. E così, nonostante i miei capelli scompigliati, i miei vestiti sdruciti e la fila di anelli di metallo alle mie orecchie, io, accanto a te, che stavi seduta come in un angolo, la felpa rossa sui Levi’s e le scarpe da ginnastica, i lobi vergini, la pelle candida, io, a differenza di te, ho iniziato a stargli simpatica.
 
(979 battute compresi gli spazi)
 
Rosella Postorino, La stanza di sopra, Neri Pozza Bloom, 2007

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: