6 Ago

Esercizio D: igienista convinto. Massimo 200 parole.

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2 Risposte to “”

  1. anonimo 6 agosto 2006 a 20:18 #

    Mansani passò la mini-aspirapolvere portatile su tutto il sedile. Sulla seduta; sullo schienale; sulla testiera. Poi di nuovo sulla seduta. Poi di nuovo sullo schienale. Poi di nuovo sulla testiera. Aprì la valigia, e dal settore Prodotti per la casa, tasca laterale destra, prese un batuffolo di ovatta e il Lysoform. Travasò un po’ di profumato liquido verde nel tappo, versò il contenuto disinfettante del tappo sul batuffolo di ovatta sterile, e frizionò energicamente la parte terminale dei braccioli del sedile, quella di metallo, dove avrebbe poggiato le mani. Sistemò il Lysoform nella tasca laterale destra, la chiuse; mise la mini-aspirapolvere portatile nella tasca laterale sinistra, la chiuse; e ripose la valigia sulla reticella. Sbottonò l’impermeabile, se lo tolse, lo colpì con la mano destra per tutta la sua lunghezza, lo scosse un’altra volta, lo ripiegò con cura e si sedette, sistemandosi il fagotto sulle gambe.
    A San Vincenzo salirono tre operai, due contadini e uno studente. Avevano l’aria stanca e trasandata, ed emanavano un odore ibrido che Mansani riuscì a separare: sudore, metallo, terra, abiti umidi. Mansani arricciò il naso e si fece più in là sul suo sedile.
    Cercò di dormire, ma non ci riuscì.
    (Mirko Sabatino)

  2. anonimo 7 agosto 2006 a 20:21 #

    Il treno pululava di germi e batteri e microbi. Esseri invisibili quanto infami. Non li poteva vedere Mansani, ma gli sembrava stessero ridendo di lui, stretti in piccoli anti-igienici ghigni, danzando sui sedili del treno mistiche e fetide macumbe. Sollevò la piccola valigia che aveva posato in terra sopra il foglio di un quotidiano e vi estrasse dei guanti di lattice che si accinse ad indossare. Sfilò un telo plastificato che adagiò sul sedile e sopra di esso ne adagiò altri tre. Adesso aveva un perfetto sedile multistrato: ogni strato lo separava da quegli invisibili e dannati esserini danzanti. Il treno incominciò a riempirsi di gente, portatori sani di germi e batteri e microbi. Un miscuglio acre di odori gli solleticò spiacevolmente il naso. Afferò la sua valigetta e vi estrasse un deodorante per ambienti che spruzzò copiosamente nel vagone. Sorrise sotto la mascherina e cercò di dormire non curante delle risa sprezzanti dei passeggeri.

    V.F.

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