15 Nov

Esercizio B: tema di un bambino. Egli racconta un discorso che ha sentito da un adulto che raccontava la sua prima volta a… Massimo 350 parole;

19 Risposte to “”

  1. anonimo 17 novembre 2003 a 01:33 #

    Due giorni fa al parco mentre aspettavo il mio amico Michele seduto sulla panchina ascoltai questa storia raccontata da un signore che chiacchierava al telefonino.
    L’uomo diceva che la prima volta che aveva fatto l’amore ad Edimburgo aveva pagato dieci scellini e ho pensato subito dove aveva preso tanti soldi. Mio padre mi dà due scellini ogni tanto. I miei scellini non li do a nessuno. Ho deciso che non mi piace Edimburgo. Io ho avuto già un bacio e so che qui ci sono bambine che non vogliono i soldi.
    Parlava anche di un rifugio antiaereo e mi ha messo curiosità perché guardo sempre gli aerei in cielo e non mi fanno paura.
    Si agitava molto sulla panchina mentre diceva che vedeva cose brutte, una sottana non stirata, l’ombelico, le ragnatele. Ricordo anche una caverna e un monte e un nome di cui abbiamo parlato in classe, ma non riesco a mettere insieme tutte queste cose.
    L’uomo aveva un brutto viso mentre parlava della madre che gli puliva la faccia con il fazzoletto e questo succede anche a me quando vado dalla nonna. Si grattava la testa e io non sentivo bene perché un po’ mi allontanavo da quell’uomo che si agitava troppo. Ad un certo punto parlava piano e diceva che la pioggia bagnava l’asfalto, le gomme erano fredde e c’era vento. Diceva che si era spento il fiammifero e che si erano messi distesi e si muoveva molto mentre parlava. Ad un certo punto mi sono avvicinato troppo e il signore mi ha mandato via con un gran calcio. Per fortuna Michele stava arrivando.
    stefano

  2. sand 17 novembre 2003 a 10:06 #

    Ieri ero in cortile, ogni pomeriggio io gioco a pallone con i miei amici in cortile. Anche ieri ho giocato a pallone. C’erano due ragazzi grandi, più grandi di me. Io ho sempre paura di loro, perché ridono e bevono sempre la birra. Mia madre dice sempre di non parlare con i ragazzi che non conosco. Ieri il pallone lo hanno preso quei due ragazzi e non ce lo hanno dato più, si erano arrabbiati e l’hanno bucato perché gli davamo fastidio. Mi sono seduto a terra, e lui diceva, quello che ci ha bucato il pallone, che era stato in una caverna e c’era una donna brutta, mica come la mia mamma che è bellissima, che si prendeva i soldi e ti toccava il pisellino, se ho capito bene, che io ho e la mia amichetta Lucy no. Ma non ho capito bene perché lui sentiva freddo ma poi ha sentito caldo, una botta ha detto, però pioveva sempre e doveva fare presto. Poi il suo fiammifero si è spento, e io non ho capito bene se si era messo paura o no. Io mi sarei messo paura se una donna brutta con una ragnatela sulla pancia mi avesse toccato il pisellino. L’ho raccontato alla mia mamma, e lei mi ha dato uno schiaffo perché non devo parlare con chi non conosco, ma io ero solo seduto a terra e quei due ragazzi ridevano. Mi sono messo a piangere e sono andato a letto e ho sognato che Lucy mi toccava il mio pisellino e io non piangevo però. (lucio, napoli)

  3. anonimo 24 novembre 2003 a 14:53 #

    Ieri ho sentito lo zio che raccontava di quando è stata in quella città lontana. Diceva di essersi molto divertito. Non era piccolo come me, ma neanche tanto grande. Era in vacanza con degli amici e uscivano spesso la sera. Una volta ha incontrato una donna che non ho capito bene come si chiamava, ma era un nome difficile che iniziava per “p”. Con questa donna è andato in un posto buio con delle scale. Ha detto che faceva freddo e che la donna sentiva freddo. Doveva sentire molto freddo anche lui perché era diventato duro. Non parlava molto bene di quella donna, che doveva essere molto brutta, e vecchia anche. Non ho capito perché, ma quella signora ha cominciato a sfregarlo con la saliva, come quando la mamma mi pulisce la faccia con il fazzoletto prima di andare a trovare qualcuno. Lo zio diceva che avevano dovuto sbrigarsi perché sentivano freddo e che la donna aveva urlato per il piacere. Ma quando mi sono avvicinato per chiedergli perché aveva urlato e per capire meglio cosa era successo, mi ha mandato via e non ho potuto sentire più niente.
    nunzia

  4. anonimo 25 novembre 2003 a 12:21 #

    Mio fratello parlava con gli amici nella sua stanza. Hanno lasciato la porta aperta, e io dal corridoio ho sentito tutto. Parlavano di una ragazza. Mio fratello dice che l’ha scopata. Io non capisco che vuol dire: quando la mamma scopa non lo racconta alle sue amiche. Papà invece non scopa mai. Insomma, mio fratello dice che quando è andato in vacanza a Edimburgo ha scopato nella ragazza, che poi era una che si è fatta dare dei soldi. Dice che non sa come si chiamava. E dice che gli ha fatto un po’ schifo perché lei non era bella, era anche vecchia. E mentre mio fratello raccontava, gli altri ridevano e dicevano altre cose. Mio fratello dice che prima gli ha fatto una sega con la saliva, e gli altri hanno detto “che fico!” e mio fratello ha detto che no, che pareva che stesse strofinando il pavimento con uno straccio, quasi glielo staccava. Marco ha chiesto: “Come ce l’aveva?” e mio fratello ha detto “Una caverna”. E Marco ha detto che mio fratello è uno che racconta palle, perché nessuno di loro l’ha mai fatto, e mio fratello ha risposto che infatti era la prima volta. Allora Andrea, che è uno magro magro che sta sempre zitto, ha detto “Ma ti è piaciuto?” e mio fratello ha detto no, perché aveva freddo e pioveva e l’hanno fatto in fretta e lui nemmeno ha capito che stava succedendo, e che però l’ha fatta godere.
    Però, quando la mamma chiede a mio fratello di aiutarla con i lavori di casa, lui dice sempre no, che ha da fare i compiti. Allora io stasera lo dico alla mamma, che ora che mio fratello ha imparato a scopare, forse ora darà una mano a scopare anche a casa. Se me lo spiega anche a me, forse anche io posso scopare, anche se ho solo 5 anni.
    (A.)

  5. anonimo 28 novembre 2003 a 22:57 #

    La persona che mi piace di più è Carlo, l’amico di mio padre. Quando viene a casa nostra. mi porta sempre l’ovetto Kinder e poi ha la moto e si mette i jeans, non come mio padre che si veste da vecchio. Quando sta nello studio con mio padre ci voglio stare pure io, però devo stare buono e montare la sorpresa dell’ovetto senza dare fastidio, come dice mio padre se no si prende il Tamagochi e non me lo da più.
    Carlo è pure stato ad Amburgo, che sta lontano e si prende l’aereo, per andarci. Ho sentito che là aveva una fidanzata e che si nascondevano nei rifugi sotto terra perchè c’era la guerra. Però forse poi hanno litigato, perchè Carlo diceva a papà che era troppo brutta. Pure papà, quando mamma urla perchè lui non ci da i soldi, le dice Quanto sei brutta! Carlo invece i soldi ce li dava, alla sua fidanzata. Una volta lei è finita in mezzo alle ragnatele e lui ha detto che si appendeva al suo sedere, perchè forse la voleva salvare. Carlo fa il pompiere. Allora lei gli ha pulito qualcosa, non ho capito, forse il giubbino, perchè lui per salvarla si è sporcato. Si è sputata sulla mano e ha strofinato forte, pure io faccio così quando mi sporco la maglietta, se no mia mamma mi fa un paliatone. Carlo dice che pure sua mamma si arrabbiava e gli puliva la faccia con lo sputo sul fazzoletto quando stavano per strada e dovevano andare a casa di qualcuno. Comunque mentre la fidanzata lo puliva, deve essere arrivato un animale, forse era il ragno delle ragnatele. Allora Carlo si è messo sopra di lei per non farla mordere perchè era buio e lui non vedeva dove stava il ragno.
    Spero che da grande diventerò come Carlo e farò ik pompiere come lui.(mariangela margiotta)

  6. anonimo 2 dicembre 2003 a 00:09 #

    B) Tema: la storia dello zio Aldo
    Ieri sono andato a trovare lo zio Aldo, il fratello grande della mamma, perché volevo che mi aiutasse a fare i compiti. Per caso mi è capitato di sentire una sua telefonata, l’argomento sembrava interessante così confesso di avere origliato. Stava raccontando
    ad un suo amico della prima volta che ha fatto l’amore, era ad Edimburgo… mi pare. Diceva che è stato con una donnaccia che, per pochi soldi e in pochi minuti, è andata con lui in un rifugio antiaereo. Doveva essere una gran racchia, da quello che raccontava al suo amico: il sedere bianco e moscio, quasi nuda e appena illuminata da un fiammifero, le gambe aperte, anzi no… ha detto spalancate e poi qualcosa che non ho ben capito sul sesso. Raccontava al suo amico che con le mani bagnate di saliva lei glielo strusciava, come uno che ti gratta con forza la testa. Faceva freddo e pioveva e quella gli diceva pure di sbrigarsi; ad un certo punto il fiammifero si è spento e sono anche rimasti al buio, ma alla fine devono averlo fatto lo stesso e a mio zio gli è pure piaciuto, anche se questo non l’ha proprio detto al suo amico. Che bel tipo mio zio Aldo. Commento: io la prima volta che farò l’amore voglio che sia con la mia ragazza, magari bella come la mamma… e poi la sposerò! (deborah pirrera)

  7. anonimo 3 dicembre 2003 a 10:32 #

    Alla fermata dello scuolabus due bambini aspettano.
    Si guardano, uno dei due tira fuori dalla tasca dieci scellini e dice all’altro: “Che dici possiamo farlo anche noi?” chiese Tommy al suo giovane amico. Nel frattempo il pulmino era arrivato, salirono e andarono a sedersi al solito posto. Quell’antipatica di Ann Lise Meyer era seduta proprio dietro di lui. Si girò, le sputò in faccia e dopo averle un po’ strofinato il viso con una mano, le porse i suoi dieci scellini. Lei cominciò a frignare talmente forte che la maestra dovette correre a calmarla e dopo averla temporaneamente sedata si rivolse al giovane colpevole con fare interrogatorio.
    “A Edimburgo fanno così” rispose alzando le spalle con un’espressione di assoluta innocenza.
    “Lo ho sentito dire ieri da Bob durante l’ora di ricreazione” continuò come a raccontare una verità data per certa.
    “Ha detto che se dai dieci scellini a una brutta racchia e poi gli pulisci la faccia con un po’ di sputo lei poi accuccia come un cagnolino. Mi pare che a un certo punto doveva pure venir fuori un uccello…” disse tutto d’un fiato. “Ma lei s’è messa a piangere!” terminò aggrottando le ciglia e, scocciato, indicò la sua inconsapevole vittima. Non volendo indagare oltre la giovane maestra pose fine a quell’inconsueta quanto grottesca scena, ripromettendosi più tardi di parlare col bidello.
    (Barbara P.)

  8. anonimo 4 dicembre 2003 a 21:53 #

    Descrivi la tua domenica

    Domenica siamo andati a pranzo dagli zii. C’era anche un amico di mio zio che da giovane faceva il pilota di aerei. Anch’io da grande voglio fare il pilota. Dopo pranzo i miei cugini sono usciti a giocare. Io no perché avevo il mal di gola e la mamma mi ha fatto stare in casa. Mi sono messo a guardare la TV ma non c’era niente. Nella stanza vicina lo zio e l’amico pilota parlavano. Non sentivo tanto bene. Il pilota diceva che la prima volta era stata in un rifugio antiaereo a Edburgo, mi pare, quando c’era la guerra. Ho sentito che diceva: aveva le natiche flaccide. Non so che significa. Forse è roba di guerra. Magari bombe. Il pilota stava in una caverna che si chiamava inguine, credo. Aveva solo un fiammifero per fare luce. Sopra la caverna c’era un monte, il Monte di Venere. Diceva che sembrava pieno di ragnatele. Lo zio ha chiesto qualcosa che non ho capito. Il pilota ha detto: lo sfregava con le mani bagnate di saliva. Poi ha detto: lui si è svegliato. Forse il nemico. Il fiammifero si era spento. Quella storia mi piaceva un sacco, mi sono alzato dal divano e mi sono seduto per terra vicino alla porta. Lo zio ha chiesto: com’è finita? Il pilota ha detto che si è disteso sopra e ha cominciato ad affondare in una cosa che non ho capito, ma era fresca, umida e morbida. Dev’essere una storia di sabbie mobili. Come Iuc in Guerre Stellari. Volevo sapere come aveva fatto a venire fuori dalle sabbie mobili, ma poi è arrivata la mamma e ha cominciato a strillare: di che parlate, c’è il bambino di là. Sono scappato sul divano e ho fatto finta di dormire. Dopo un po’ è venuta la mamma a dire che dovevamo andare via. Mia sorella ha vomitato per tutto il viaggio.
    (Lidia Galimberti)

  9. anonimo 4 dicembre 2003 a 22:04 #

    Ieri mio fratello Alessandro era chiuso in camera sua con Luca, un compagno di scuola.
    Mamma era uscita a fare la spesa. Io mi annoiavo. Sono andato verso la camera di mio fratello, ma non volevo bussare perché lui mi dice che gli faccio venire il nervoso se vado da lui che sta con un amico.
    Ho guardato dal buco della serratura. Stavano seduti sul letto.
    Alessandro teneva qualcosa in mano, io non riuscivo a vedere cosa c’aveva. Stava con l’accendino acceso vicino alla mano. Chissà che faceva. Io stavo zitto. Alessandro parlava e Luca sentiva.
    Alessandro diceva delle cose che io non capivo bene. Diceva che dopo le vacanze lui era cambiato, che adesso era grande e poteva fare quello che gli pareva. Il suo viaggio in Scozia, con l’interrei, è stato, ha detto una parola difficile, tipo una “inzazione”. Raccontava che una ragazza che si chiamava Troia aveva la gambe brutte, tutte grasse, che aveva una cosa tutta pelosa e arricciata che però non erano i capelli. Che lui c’aveva qualcosa di duro e che questa Troia aveva preso un uccello in mano, che se lo voleva pure mangiare. Non ho capito bene questa cosa.
    Ha detto che aveva messo in bocca questo uccello e lo voleva inghiottire. Mamma invece lo mette nel forno.
    Alessandro poi ha alzato la voce e rideva. Ha acceso una sigaretta, anche se mamma non vuole che fuma.
    Ha detto che erano tutti nudi e che lui era entrato da qualche parte, dentro una caverna. Avevano scopato, dentro questa caverna. Anche mamma scopa, ma in cucina e da sola. Ha detto che lei gli graffiava la schiena, aveva le unghie lunghe, che gridava e gli tirava i capelli. Ha detto che si erano incollati e che erano tutti bagnati.
    Poi ha detto che era venuto, non ho capito chi. Forse era venuto qualcuno, dentro la caverna. Ha detto che erano caduti per terra e che si erano staccati. E che alla fine si sono detti “Tanchiù”.
    Poi Alessandro ha dato la sua sigaretta a Luca.(Elvira Grassi)

  10. anonimo 10 dicembre 2003 a 19:49 #

    Ascoltai lo zio in veranda che raccontava qualcosa di nascosto al papà. Parlava sempre dei suoi viaggi e questa volta era andato in Scozia vicino, dove si trova la regina Elisabetta, e ci sono tanti castelli. Non ho capito bene ma parlava di una signorina che non doveva essere tanto bella perché diceva che aveva la carne flaccida e io ho immaginato quelle cose molli molli che trovo nelle patatine e che si appiccicano al muro e nelle mani. Poi era pallida, ma in inverno mica si può andare al mare! Poi, sentii una parola strana, prostituta, che avevo già sentito dire dallo zio alla mia tata, una sera, e deve essere una cosa molto carina perché papà lo dice sempre alla mamma. Ma lo zio però dice le stesse cose a tutte, ci sono certi bei nomi da dare, non così strani! Poi diceva che erano fuori al freddo e aveva la sottana sgualcita. E ci credo! Erano su un monte dedicato alla dea Venere, come i cavalieri dello zodiaco a cartoni, c’era un ragno che aveva fatto la ragnatela e lui voleva riscaldarla perché aveva paura e mentre l’abbracciava gli ha sgualcito la sottana. Poi lei gli disse pure di sbrigarsi a fare qualcosa, voleva che lo zio entrasse in una caverna umida ma non ho capito se è entrato perché so che viene subito il raffreddore. La signorina prostituta con la saliva si inumidiva le labbra perché sentiva freddo e con un po’ di questa bagnò anche un piccolo canuccio che aveva preso in mano con delle graziose fauci rose e che subito si svegliò rizzandosi. Lei lo frizionava, cercava di grattargli il capo perché era una signorina tanto buona e amante degli animali. Poi si mise a piovere e lo zio forse inciampò perché andò a finire sulla pancia di lei che era morbida e bagnata e le fece tanto male tanto che urlava così tanto… ma le avrà acciaccato di sicuro i piedi. Mah, questo zietto! Poteva stare un po’ più attento!
    Alessandra Perrone F.

  11. anonimo 11 dicembre 2003 a 01:23 #

    La mia giornata di ieri è stata molto bella perché è venuto a casa nostra il migliore amico del mio papà, che è molto simpatico. Prima abbiamo giocato un po’ e poi, lui e mio padre, sono andati nel salotto a chiacchierare. Io non avevo voglia di giocare da solo e allora mi sono messo ad ascoltare i loro discorsi. Mio padre diceva che quando da giovane era andato in un paese straniero, era andato in un rifugio pieno di aerei e, lì, aveva incontrato una signora. Mi sa che era una di quelle signore che stanno nelle strade con pochi vestiti. Diceva che era buio, così buio che ha dovuto accendere un fiammifero e che la donna era tanto brutta. A un certo punto, poi ha detto che questa donna era scura come una caverna e che nella caverna c’erano tante ragnatele. E poi questa donna gli ha sfregato la testa come fa la mamma quando mi asciuga i capelli, però la mia mamma non ha le mani sporche con la saliva. Questa signora sì, e aveva tanta fretta. Dopo, il mio papà ha detto che era freddo per terra e fuori soffiava un vento forte. Poi, quando il fiammifero si è spento, per terra non era più freddo, ma era diventato un po’ appiccicoso e anche morbido. Elvira Blasi

  12. anonimo 12 dicembre 2003 a 20:55 #

    Tema: Il nonno.

    Il mio nonno si chiama Goffredo. Ha pochi capelli bianchi e gli occhiali. Ha i denti gialli perché fuma troppo e pare dagli occhi che piange sempre. Col nonno spesso vado in giro e poi al circolo, mi piace vedere come si gioca a carte. La mamma lo sgrida sempre perché dice che lì, nel circolo, non si portano i bambini perché si fuma, il fumo fa male, e si dicono le parolacce. Ma a me piace stare col nonno, perché mi fa sempre giocare col flipper quando parla coi suoi amici vecchi come lui. Spesso parlano della guerra e io ho un po’ paura quando parlano delle bombe e degli aerei. Però il nonno racconta che una volta su un aereo ha incontrato una signora che passeggiava lì per caso. Forse sui vecchi aerei non c’era l’aria condizionata, perché la signora si è alzata la gonna per il caldo. Anche qui a Napoli fa caldo, ma siamo tutti vestiti. A me non sarebbe piaciuto stare al posto loro, tutti sudati. La mamma quando gioco a pallone e sudo mi sgrida sempre. Esce in giardino colla maglietta di ricambio. Poi quando ho caldo non posso spogliarmi come ha fatto il nonno sull’aereo. Però forse la mamma ha ragione che sudare fa male, perché anche il nonno ho sentito che ha preso freddo e quella signora ha incominciato a riscaldarlo, a strofinarlo. Poi anche lui. Io questa cosa l’ho raccontata anche a papà che mi ha detto che il nonno ci sapeva fare. La mamma, invece strilla e dice che io non devo sentire queste cose. Io ho deciso, voglio mettere tutti d’accordo: voglio andare in giro col nonno, ma col pallone basta, ho chiuso. Non pensavo che sudare facesse così male. W. Noir.

  13. anonimo 20 dicembre 2003 a 15:20 #

    Ieri pomeriggio è venuto a casa nostra Matteo, l’amico di mio fratello, era strano…di solito si ferma sempre a giocare un po’ con me, ieri invece niente. È entrato, mi ha detto solo ciao, e si è chiuso in camera con mio fratello. Ci sono rimasto male, così mi sono messo dietro la porta a origliare. Mamma dice che è cattiva educazione, ma tanto lei non c’era…
    Matteo parlava e diceva che l’aveva fatto per la prima volta… fatto cosa non so, ma ho capito che era stato in un rifugio antiaereo con una persona a cui ha dato dei soldi.
    Credo che quella persona non gli piaceva tanto, perché ha detto che aveva delle cosce brutte. Lì con loro a un certo punto è arrivata pure la mamma di Matteo…, in quel momento a casa è squillato il telefono e io sono corso a rispondere, mi piace tanto farlo. Era per mamma. Ho detto che non c’era e sono ritornato alla porta. Ho capito solo che nel rifugio c’era qualcuno che dormiva e che si era svegliato…forse perché gli altri hanno fatto rumore. Poi quella persona ha detto a Matteo di sbrigarsi, perché fuori pioveva.(gabriellariso)

  14. anonimo 21 dicembre 2003 a 19:54 #

    Ieri ho sentito mio fratello che diceva al suo migliore amico che ha fatto la prima volta. Siccome io stavo spiando, perché mio fratello non vuole che ascolto quello che dice ai suoi amici, non sono riuscita a capire che prima volta era. Parlava pure a voce bassa, e allora io mi sono messa a ascoltare meglio, perché ho pensato che era un segreto. Poi lui ha detto una parola che io non sono sicura che l’ho capita, ma era tipo sottana. Anzi, lui ha detto che si è fatto la sottana. Quando l’ho sentito, mi veniva da ridere, ma non potevo perché sennò lui si accorgeva di me. Ma le sottane le portano le ragazze! Io lo so perché mia madre me le fa sempre mettere quando è inverno, perché dice che sennò mi ammalo. Io la odio perché la sottana è scomoda e le mie amiche non se la mettono. Però mio fratello era tutto contento che se l’era fatta, anche se da come ho capito per farsela ha pagato, e lui di solito è un po’ tirchio, papà glielo dice sempre. Ha detto mio fratello che aveva freddo sulle gambe mentre se la faceva, ma che poi non lo sentiva più. Penso che si è fatto una sottana di lana, ma quelle sono scomodissime! Ha detto pure che questa sottana era grassa, ma forse voleva dire che era grossa, perché aveva sbagliato le misure. Mio fratello è un pasticcione, la mamma lo dice sempre. Quello che non capisco è che lui ha detto che se l’è fatta al buio, e allora è normale che ha sbagliato tutto!! Però lui dice che gli è piaciuto e che vuole farsene un’altra. Ha detto che scopare gli piace proprio. Io non so che c’entra con le sottane, perché mio fratello non l’ho mai visto con una scopa in mano, e infatti la mamma urla sempre che lui in casa non aiuta mai. Forse sta pensando di fare un regalo alla mamma. Spero di sì, anche perché io la sottana non la voglio, e poi se è di lana pizzica! (annalisa montanaro)

  15. anonimo 4 gennaio 2004 a 10:09 #

    Ieri, mentre guardavo la televisione, ho sentito lo zio Antonio che parlava con il mio papà. Loro non sapevano che io li sentivo, io invece li sentivo, anche se facevo finta di guardare i cartoni animati. Lo zio Antonio viaggiava molto quando era giovane. Per esempio ha detto al mio papà che è stato a Dimburgo. A Dimburgo lo zio Antonio ha visitato anche un rifugio antiaereo. Però non gli è piaciuto allo zio Antonio il rifugio antiaereo, infatti ha detto che sembrava una caverna, ci pioveva dentro, c’erano le ragnatele e aveva freddo al sedere e sulle cosce. E poi era buio, allora lo zio Antonio ha acceso un fiammifero. C’era pure una signorina nel rifugio antiaereo, ha detto lo zio Antonio, e questa signorina aveva la sottana, la saliva sulle mani, un fazzoletto come quello della nonna Gina e le cosce brutte. Forse non erano tanto brutte le cosce di quella signorina, ma tutte le donne sono brutte se uno le confronta la zia Francesca, che è bellissima. A un certo punto però, ha detto lo zio Antonio, un signore si è svegliato e si è grattato la testa, allora la signorina ha detto di sbrigarsi a scappare, così hanno spento il fiammifero e sono andati via. (Paola Biribanti)

  16. anonimo 15 febbraio 2004 a 15:19 #

    Lei stava senza mutande, con la gonna tutta alzata, perché per farlo si deve stare senza mutande però io non lo so se mi piacerebbe far vedere il pisello a una. Teneva le cosce aperte, così, come in quella videocassetta che ci siamo visti a casa di Paolo, quella che il padre la nasconde sotto il letto e pensa che Paolo non lo sa. Mi sa che era una pronstituta, e sta in minigonna in mezzo alla strada di notte pure con la pioggia e la gente in macchina gli suona il clacson.
    Teneva le cosce tutte brutte, mollicce, e il culo da fuori, e a lui mica tanto gli piaceva però ormai stava là e non poteva fare la figura dello scemo. Anche perché le pronstitute si pagano e già gli aveva dato i soldi, perciò se la doveva scopare per forza. Ha tirato fuori il pisello e lei l’ha toccato, e poi lui se l’è scopata però al buio, così si metteva meno vergogna.

  17. anonimo 1 aprile 2005 a 13:08 #

    Il racconto più strano della mia vita è stato quello che ieri lo zio faceva al papà. Parlava di una prima volta, non ho capito bene di che cosa, comunque diceva di un suo viaggio in Scozia, che sta vicino all’Inghilterra. A un certo punto, ho sentito la parola “prostituta” e mi sono ricordato di quello che mi ha raccontato il mio amico Luca su certe signorine fuori la stazione. Praticamente lo zio parlava di una di queste signorine, molto brutta, e diceva che era stato con lei in una stanza sottoterra. Se non ho sentito male, sono andati a fare quella cosa che fanno i grandi e che Luca mi ha detto si chiama “scopare”. Io non è che ho capito bene questa storia delle signorine e delle scope, forse si tratta delle donne delle pulizie che fanno i servizi a posto delle mamme, perché le mamme si scocciano e sono sempre stanche. Comunque, lo zio e la signorina stavano mezzi nudi su degli scalini, con un fiammifero acceso, e forse c’era pure una montagna e una ragnatela, ma forse mi sono sbagliato, perché mi sembra tutto un po’ troppo strano. La signorina, a un certo punto, ha cominciato a sputare su un coso che si è svegliato, forse era un cane. Lo zio, allora, si è buttato sulla signorina, probabilmente per difenderla e riscaldarla, visto che intanto fuori pioveva, c’erano dei rumori, e si era alzato pure il vento. Oppure la signorina aveva paura del buio, perché il fiammifero nel frattempo si era spento. Non so, forse non ho sentito tutto. Alla fine, per esempio, non ho capito dov’è che lo zio è andato. Veramente non ho capito, però sentivo che diceva “sono venuto”.

    man.

  18. anonimo 7 agosto 2006 a 17:14 #

    L’altro giorno ho sentito mio papà che parlava con il suo migliore amico che si chiama Antonio. Antonio ha due figli: Giulia che ha 7 anni come me e Carlo che ha 12 anni. La mamma di Carlo e Giulia se ne è scappata con l’istruttore di bodi bildi e siccome Antonio adesso rimasto da solo ha detto ha papà mio di aiutarlo ha cercare una babi sit. L’altro giorno ho sentito Antonio che diceva a papà che era la prima volta per la babi sit e che Antonio l’ha fatta venire tre volte e che lei urlava di piacere. Io non ho capito perchè Antonio l’ha fatta venire tre volte, forse si era dimenticata qualcosa a casa. E poi non ho capito perchè lei ha urlato di piacere. Se a me mi faceva venire tre volte a casa sua mi arrabbiavo! Comunque questi grandi mi sembrano tutti pazzi.

    V.F.

  19. anonimo 22 febbraio 2010 a 18:34 #

     Penso che se sei il nipote di Aldo De Luca, me ne puoi parlare perfavore!

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